Posted on Friday, 27 May 2011
Tu non puoi semplicemente non-volere questa cosa, perché la condizione contraria, la solitudine, l’indifferenza, qualcun’altro che non sia io, è insensata e sarebbe solo un gioco in cui uno dei due rincorre l’altro convincendolo a passare dall’altra parte del fiume mentre l’altro si fa semplicemente rincorrere. Anche fermarsi a questo unico circolo ermeneutico della corsa-rincorsa, diciamo uno stare insieme per non stare insieme, rivelerebbe un cedimento struttural-emotivo nella filosofia di chi è rincorso, perché accettare di stare insieme per non stare insieme, di essere rincorso per non passare mai dall’altra parte, sarebbe comunque accettare una dinamica che è ricompresa nello stare insieme. Insomma, c’è una priorità logica nell’unirsi piuttosto che nel dividersi. Perché non si può dividere niente che non sia stato già unito prima. Allora, anche il semplice fatto che, magari, tu, presa dall’indifferenza, diciamo che tu esca con me, ma poi mi racconti la storia che di me, di tutto il resto, non te ne frega niente, e fai solo quello che ti va perché sei una figa menefreghista con la risposta sagace pronta e oggettiva e perfetta e io che sto qua a spiegarti non faccio che rompermi inutilmente la testa sentendomi idiota e magari tutto questo sforzo potrebbe anche sembrarmi troppo perché le cose dovrebbero andare più lisce dal principio e non faccio che crepare nell’indecisione della scelta se continuare a insistere spiegandoti, decedere al tuo menefreghismo o insistere non insistendo non so io come. Beh, questa tua sarebbe solo una maestosa ammissione dell’inconfessabilità di ogni debolezza…]
-…”LA PROSSIMA!”…
Notes